Zuletzt aktualisiert:
Intesa Sanpaolo non ha un conto deposito nel proprio catalogo prodotti per privati. Lo dichiara la stessa banca sul suo sito ufficiale: “Intesa Sanpaolo non offre prodotti con questa denominazione”. Chi cerca rendimento sui propri risparmi con questo istituto trova solo XME Salvadanaio, un salvadanaio digitale collegato al conto corrente che non paga interessi. Qui spieghiamo esattamente cosa offre davvero Intesa Sanpaolo, perché non si tratta di un conto deposito, e quali sono le alternative reali sul mercato italiano nel 2026 per chi vuole far fruttare la liquidità.
Intesa Sanpaolo ha un conto deposito nel 2026?
No. Consultando la pagina ufficiale della banca dedicata proprio al confronto tra conto corrente e conto deposito, Intesa Sanpaolo chiarisce apertamente di non commercializzare un prodotto con questo nome per la clientela privata. Esiste un “Time Deposit Vincolato” regolato da un foglio informativo dedicato, ma è riservato ai clienti non consumatori, quindi non è accessibile a chi cerca un deposito vincolato come privato.
Questo distingue Intesa Sanpaolo da gran parte dei concorrenti italiani, dove il conto deposito con tasso lordo garantito è un prodotto di punta per attrarre nuova liquidità. Chi digita “conto deposito Intesa Sanpaolo” sui motori di ricerca, quindi, non troverà un prodotto dedicato ad hoc, ma dovrà orientarsi su cosa la banca offre realmente o rivolgersi altrove.
Cosa offre Intesa Sanpaolo al posto del conto deposito
Al posto di un vero conto deposito, Intesa Sanpaolo propone due strumenti collegati ai propri conti correnti XME, pensati più per organizzare i risparmi che per generare un rendimento:
- XME Salvadanaio: un salvadanaio digitale che permette di creare più “salvadanai” virtuali per obiettivi di risparmio specifici, con un costo di 0,50 € al mese, ma senza alcun interesse sulle somme accantonate
- Conti correnti XME Conto (Silver, Gold, Platinum, UP!): conti a canone mensile che non remunerano la giacenza, salvo eventuali promozioni temporanee legate all’apertura
In pratica, chi lascia liquidità su questi strumenti non ottiene alcun rendimento sul capitale. È l’esatto opposto di un conto deposito, dove il tasso lordo annuo è l’elemento centrale dell’offerta e viene comunicato in modo trasparente prima dell’apertura.
Le migliori alternative reali nel 2026
Se l’obiettivo è davvero un conto deposito con tasso lordo garantito, il mercato italiano offre diverse alternative concrete. Questa tabella riassume tre delle opzioni più solide del 2026:
| Istituto | Tasso lordo indicativo | Condizioni | Garanzia sui depositi |
|---|---|---|---|
| Trade Republic | 3,00% lordo annuo | Nessun vincolo di durata, apertura online | 100.000 € (EdB, Germania) |
| illimity | Svincolabile ca. 2,90%; vincolato 12 mesi ca. 3,00%, 24 mesi ca. 3,15%, fino a 36-60 mesi fino al 3,40% | Sezione libera e sezione vincolata nello stesso conto | 100.000 € (FITD) |
| ING | Conto Arancio libero: promo 4,00% per 12 mesi fino a 50.000 € con accredito stipendio; Deposito Arancio vincolato: 12 mesi ca. 2,00% | Promo soggetta a scadenza, verificare condizioni aggiornate | 100.000 € (FITD) |
Trade Republic si distingue per la semplicità: un unico tasso lordo, nessun vincolo di durata e nessuna condizione di accredito stipendio o domiciliazione utenze richiesta. Consulta la nostra recensione completa di Trade Republic per i dettagli sull’apertura e sul funzionamento. illimity, invece, permette di combinare una quota libera sempre disponibile con una quota vincolata a tasso più alto nello stesso conto: qui la recensione di illimity. ING resta interessante soprattutto come deposito di benvenuto per chi accredita lo stipendio, ma il tasso scende sensibilmente una volta terminata la promozione: qui trovi l’analisi completa di ING.
Come scegliere il conto deposito giusto se cercavi qualcosa da Intesa Sanpaolo
Se la priorità è restare su un istituto solido e conosciuto senza vincoli complicati, Trade Republic è l’opzione più diretta: tasso fisso, nessuna condizione di accredito stipendio, apertura interamente online. Se invece preferisci avere sia una parte liquida sempre disponibile sia una parte vincolata a rendimento più alto, illimity offre questa flessibilità all’interno dello stesso conto.
Prima di scegliere, conviene verificare tre punti: se il tasso pubblicizzato è permanente o solo una promozione a tempo, se esiste un tetto massimo di importo remunerato, e quale fondo di garanzia dei depositi protegge il capitale. In Italia la copertura standard è di 100.000 € per depositante e per banca, tramite il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) per le banche italiane o l’equivalente fondo del paese di origine per le banche estere che operano in Italia in libera prestazione di servizi.
Domande frequenti sul conto deposito Intesa Sanpaolo
Perché non trovo un conto deposito sul sito di Intesa Sanpaolo?
Perché non esiste come prodotto. La banca lo dichiara direttamente sul proprio sito: non commercializza un prodotto chiamato “conto deposito” per la clientela privata. L’unico deposito vincolato disponibile è il Time Deposit Vincolato, riservato ai clienti non consumatori.
XME Salvadanaio è un conto deposito?
No. XME Salvadanaio è uno strumento per organizzare i risparmi in “salvadanai” virtuali collegati al conto corrente, ma non paga alcun interesse sulle somme accantonate e ha un costo di 0,50 € al mese. Un vero conto deposito, al contrario, offre un tasso lordo annuo garantito.
Qual è il conto deposito con il tasso migliore nel 2026?
Tra le opzioni senza vincoli di accredito stipendio, Trade Republic offre attualmente un tasso lordo del 3,00% annuo senza condizioni particolari. illimity arriva fino al 3,40% lordo sulla quota vincolata a 36-60 mesi, mentre ING propone una promozione al 4,00% per i primi 12 mesi con accredito stipendio, che poi torna a livelli più bassi.
Il mio denaro è protetto in un conto deposito fuori da Intesa Sanpaolo?
Sì, a condizione che l’istituto sia autorizzato a operare in Italia o nell’Unione Europea. I depositi sono coperti fino a 100.000 € per depositante e per banca tramite il FITD per le banche italiane, oppure tramite il fondo di garanzia equivalente del paese d’origine per le banche estere.

